La riforma in parlamento, Giorgetti non arretra

«Niente occupazione del Coni e tantomeno abolizione». Giancarlo Giorgetti torna a illustrare la «sua» riforma. Lo fa spiegando il punto di partenza del famoso articolo 48 inserito nella legge di Stabilità in discussione da ieri nell’aula di Montecitorio: «Chi dirige le federazioni e chi distribuisce i soldi non può essere la stessa persona o lo stesso ente. C’è un conflitto di interessi, può creare sudditanza». Giorgetti guarda con fiducia al nuovo equilibrio che verrà fuori dalla riforma: «Noi ci affideremo a una società, che si chiamerà Sport e Salute – spiega in un’intervista al “Grande libro dello Sport e Comunicazione” di “Prima comunicazione” – e che con metodi imprenditoriali, si occuperà delle federazioni, degli impianti e degli eventi». Giorgetti lancia un messaggio: «A dirigere le federazioni saranno i presidenti, il vero motore dello sport sono loro». Presidenti che in qualche caso sono stati già ricevuti a Palazzo Chigi.
CON I REGIONALI Sul fronte Coni, Giovanni Malagò continua a manifestare disponibilità verso un possibile riavvicinamento. Oggi incontrerà i presidenti dei comitati regionali. Per domani potrebbe essere calendarizzato un nuovo incontro con Giorgetti (che la prossima settimana ospiterà a Palazzo Chigi anche un vertice sulla candidatura di Milano-Cortina).
INDIRIZZI E NOMINE Da dove ripartirà la trattativa? Dal suo inizio: cassa alla nuova società, ma soldi erogati anche in base agli «indirizzi» del Coni, nomine definite pure in base a un «parere motivato» del governo del Foro Italico. Intanto la «riforma» si è presentata alla Camera con una mini modifica, dai 260 milioni per le federazioni della prima stesura si è arrivati ai 280 (oggi sono 279) inglobando anche i contributi a enti di promozione, discipline associate e gruppi sportivi militari. Come per tutta la manovra, il momento della verità scatterà in Senato. Quindi il testo tornerà blindato alla Camera per essere approvato entro il 31 dicembre.
INTERPELLANZA Intanto 35 senatori del Movimento 5 Stelle hanno depositato un’interpellanza, primo firmatario Elio Lannutti, al presidente del Consiglio in cui si accusa Malagò di «sperpero di fondi pubblici» nella gestione del comitato per la candidatura di Roma 2024.
Valerio Piccioni – La Gazzetta dello Sport di giovedì 6 dicembre 2018

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